mercoledì 29 luglio 2015

ESTATE dei Negroamaro


In bilico
tra santi e falsi dei
sorretto da un'insensata voglia di equilibrio
e resto qui
sul filo di un rasoio
ad asciugar parole
che oggi ho steso e mai dirò

non senti che
tremo mentre canto
nascondo questa stupida allegria
quando mi guardi

non senti che
tremo mentre canto
è il segno di un'estate che
vorrei potesse non finire mai

in bilico
tra tutti i miei vorrei
non sento più quell'insensata voglia di equilibrio
che mi lascia qui
sul filo di un rasoio
a disegnar capriole
che a mezz'aria mai farò

non senti che
tremo mentre canto
nascondo questa stupida allegria
quando mi guardi e

non senti che
tremo mentre canto
è il segno di un'estate che
vorrei potesse non finire mai

in bilico
tra santi che
non pagano
e tanto il tempo passa e passerai
come sai tu in bilico e intanto
il tempo passa e tu non passi mai

nascondo questa stupida allegria
quando mi guardi e

non senti che
tremo mentre canto
è il segno di un'estate che
vorrei potesse non finir vorrei potesse non finir vorrei potesse non finire mai!
Finire mai
Finire mai

domenica 5 luglio 2015

Nessuno è innocente 
nella tragedia greca.


Nelle tragedie dell’antica Grecia l’eroe era al tempo stesso colpevole e innocente. Si pensi ad Edipo, che uccide il padre e sposa la madre. Ha commesso due orribili crimini e in quanto tale è colpevole. Ma ha agito inconsapevolmente. Non è forse anche innocente?

Nella stessa situazione si trova oggi il popolo greco, di fronte alla tragedia economica. Da un lato è colpevole. Colpevole di aver vissuto per anni al di sopra delle proprie possibilità, per di più mentendo al mondo intero sulla reale situazione delle proprie finanze. Una volta ricalcolato correttamente il deficit di bilancio del governo greco nel 2009 era 16% del Prodotto interno lordo.
Il popolo greco è anche colpevole di aver speso una fortuna nelle Olimpiadi del 2004 e in spese improduttive e inutili.
Infine il popolo greco è colpevole di aver votato per anni due partiti, uno più corrotto dell’altro.


Come nelle tragedie greche, la situazione non è così semplice e facile. Il popolo greco, al pari di Edipo, era per lo più inconsapevole. Inconsapevole dei falsi in bilancio dei propri governi, almeno quanto lo erano i funzionari dell’Unione Europea.
Inconsapevole dell’insostenibilità della propria situazione economica, almeno quanto le banche francesi e tedesche che hanno prestato, senza troppa attenzione, i soldi che hanno permesso ai greci di continuare a spendere. Inconsapevole che l’aiuto offerto dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale era innanzitutto un aiuto alle banche tedesche e francesi.

Nelle tragedie di Euripide, l’ultimo degli autori classici, venne introdotto il “deus ex machina”, ovvero un personaggio divino calato sulla scena mediante una macchina teatrale per risolvere la situazione quando l’azione era tale che i personaggi non avevano più vie d’uscita. Anche l’odierna tragedia greca ha un disperato bisogno di un deus ex machina. Senza di esso, un’uscita della Grecia dall’euro sembra inevitabile, anche contro la volontà del popolo greco, che a stragrande maggioranza vuole rimanere nella moneta comune. Senza un deus ex machina a rimetterci saremo anche noi spettatori.


Luigi Zingales, Espresso


LETTURA LIVELLO B1-B2